Vera

Non ho vergogna della paura, perché mi tiene a lei, sincero come il mondo sopra gli occhi, e il cuore poi non si spaura eppure, non so se è vera. Perché se è vera, io non so cos'è il veleno. Non so cos'è la nube rotta, o il nero. E la rivedo: non so se è vera. Ma ha un corpo di genziane, un sole bianco, la sua mente è sempre bella anche se scherza.
Non so se è vera, ma ha un corpo di genziane rosa pallido, è nei miei sogni come emersa da un roveto, e vi ripeto non credo che sia vera non ci credo. Eppur respira è viva e certo che cammina lei, non sogna altro che addentrarsi nel mio tempio, io non credo eppure esiste lei, si guarda attorno e poi mi abbraccia perdo i nervi cede il mento eppure è vera lei, e ha un corpo necessario. Si colorano gli zigomi
di luce, allora lei non vuol pensare più a cosa è dietro e che ha lasciato.
Bella in viso, ha un corpo strettamente necessario, è evidente che sei vera ed hai paura, allora se mi senti che apro i tendini e respiro è perché ti sento vera, e sento lo spessore del sorriso tuo, la piega delle chiome, l'altezza poi degli occhi che si tirano la sera, il germoglio nelle gambe che fiorisce e poi le dita addormentate. Per questo sei qui vera, non svanisci manco se le nuvole s'inghiottono la terra e per questo e ciò che dai, ti dico vivi amore mio vivi, vivi.